La scorsa settimana alla Bussola si è tenuta una serata molto speciale: un momento in cui fermarsi e confrontarsi con le persone volontarie attive all'interno del centro diurno e al Portierato Sociale.
Abbiamo iniziato la serata chiedendoci di chi stiamo parlando quando parliamo di “persone senza dimora” e a quale concetto di “casa” facciamo riferimento.
Abbiamo provato a problematizzare il lessico che si usa quando si parla di homelessness, fermandoci un momento sulle sue rappresentazioni, problematizzando anche il tema dei conteggi e provando a dare spazio a tutte quelle persone, come le donne e le soggettività LGBTQIA+, che non sempre appaiono quando si parla di persone senza dimora (e quando guardiamo nelle banche dati!) e che rischiano per questo di rimanere invisibilizzate.
Infine, abbiamo riflettuto insieme sulla relazione e su tutto ciò che questa può muovere, sia verso di noi, come persone attive all'interno di questi servizi, sia verso l'esterno, ovvero tra le persone che, insieme a noi, vivono questi spazi.
E' stata una serata molto intensa, partecipata e ricca di stimoli che ci ha permesso di decostruire insieme tante parole ed esperienze e di porci ancora più domande, in attesa di rivederci per altri momenti di confronto e riflessione nei prossimi mesi.
Da questa serata usciamo con una consapevolezza: il cambiamento parte dalle piccole cose, e noi possiamo essere parte di quel cambiamento, ponendoci le giuste domande insieme e decostruendo le nostre conoscenze, interrogando il nostro lessico e aumentando lo spazio di visibilità (e di relazione) delle persone tutte.
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