Ciao!
Sono Chiara, una studentessa di diritti umani che ha da poco terminato un tirocinio di quattro mesi con Gruppo R. Sicuramente un’esperienza che non potrò mai dimenticare, perché mi ha formato come non avrei potuto aspettarmi, perché mi ha permesso di conoscere realtà nuove, ma anche e soprattutto perché mi ha fatto capire quanto l’armonia nel posto di lavoro faccia la differenza nei risultati che si possono ottenere.
Ho svolto il mio tirocinio prevalentemente nell’area che Gruppo R chiama micro-accoglienza, in quanto riguarda principalmente appartamenti che ospitano un numero limitato di persone, dove i beneficiari sono posti nelle condizioni di auto-organizzarsi nella gestione quotidiana degli spazi con il monitoraggio e il supporto degli operatori.
Uno dei progetti in cui ho potuto affiancare gli operatori è l’ambito antitratta con i progetti – NAVIGARe e Common Ground – in cui vengono inserite vittime di tratta e di grave sfruttamento lavorativo, al fine di seguirli in un percorso di regolarizzazione e reinserimento. Essere inserita in questo progetto è stata per me una grandissima opportunità formativa, sia perché mi ha permesso di approfondire e sensibilizzarmi verso quello che è il fenomeno della tratta, ma soprattutto perché mi ha dato modo di lavorare a contatto direttamente con gli utenti e capirne le necessità concrete. Quello che infatti mi è stato trasmesso molto chiaramente durante questo tirocinio è l’importanza cruciale di prendersi il tempo per costruire un legame di fiducia con gli utenti con cui si lavora, in modo tale da poterne capire le esigenze e costruire un percorso che sia adatto a loro.
L’altra realtà in cui ho operato è invece quella del Centro di Accoglienza Straordinario (CAS), in particolare Gruppo R ospita rifugiati della guerra ucraina. Una realtà ben diversa dal progetto anti-tratta, soprattutto perché Gruppo R ospita in questo caso prevalentemente nuclei familiari, i cui bisogni sono spesso dissimili e richiedono una flessibilità diversa rispetto a situazioni riguardanti singoli individui. Quello che mi ha colpito di più di questo servizio è la capacità degli utenti di fare rete, ma poterci lavorare mi ha anche messo di fronte a quelle che possono essere le difficoltà legate all’accoglienza, soprattutto quando si parla di permessi di soggiorno.
Sicuramente l’inizio del mio tirocinio può essere descritto dalla parola “traslochi”, sono effettivamente capitata in mezzo ad una riorganizzazione generale delle case e degli appartamenti di accoglienza e questo mi ha permesso di rompere il ghiaccio subito con molte persone con cui poi avrei costruito un percorso durante il mio tirocinio. Se all’inizio una delle mie più grandi ansie era essere di troppo, di certo non posso dire di essermi mai sentita in tale situazione, anzi, penso forse di essere capitata in uno degli uffici più accoglienti che potevo trovare.
Quello che è stato ancora più importante per me è che in questo periodo di tirocinio le persone a cui sono stata affiancata mi abbiano davvero dato la possibilità di mettermi in gioco, imparare le procedure del lavoro, risolvere con loro i problemi quotidiani dell’ufficio e mi hanno fatto capire anche l’importanza di prendersi il tempo per costruire un legame di fiducia anche e soprattutto in ufficio. Sono profondamente grata a Riccardo, che mi ha accolto senza esitazione nonostante le mille incombenze giornaliere nel suo lavoro, sempre disponibile a rispondere alle mie domande. A Dativa, Daniela, Angela e Marco per avermi accettata e aiutata in questo tirocinio, ma soprattutto ad Andrea, senza il quale non avrei potuto avere questa grande occasione.
Chiara :)
